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Notizie storiche Castello di Biscina

Antico feudo dei conti di Coccorano, il Castello di Biscina non a caso  è equidistante 15 chilometri da Gubbio, Assisi e Perugia che nel medioevo erano i principali centri di potere in Umbria. Il castello, infatti, faceva parte del sistema difensivo sulla destra del Chiascio insieme ai castelli di Petroia e Giomici. Il nome Biscina potrebbe derivare dalla sua ubicazione sulla sommità di un colle da cui si domina tutta la vallata del Chiascio che in quel tratto disegnava numerose anse come un biscia.

Uno degli aspetti più interessanti è sicuramente quello della posizione che era legata a motivi difensivi ma anche di salute. Era importante, infatti, avere una completa visione dell'intera vallata del fiume Chiascio e della strada sottostante, su quello che era il confine tra i comuni di Gubbio e Valfabbrica e l'argine del ducato Spoletino. La posizione cosi elevata preservava anche la popolazione dalle malattie del tempo come la malaria, che a fondo valle trova terreno fertile intorno ai corsi d'acqua.

Immerso in un affascinante scenario naturale, il castello era dotato di un ingresso principale con ponte levatoio e un ingresso sotterraneo segreto nascosto tra gli alberi con lungo camminamento.

Veduta del Castello di Biscina

Dai conti di Coccorano, il castello passò ad un loro discendente, Giovanni, uomo senza scrupoli e di carattere violento. Ritornato sotto la Chiesa nel 1356 fu provveduto al suo restauro per essere poi donato da Innocenzo VI a Baldo degli Ubaldi, famoso giureconsulto perugino. Nel 1386 divenne feudo dei Gabrielli di Gubbio. Il 23 settembre 1388 alla presenza di Baldo di Rinaldo II Brunamonti della Serra, Conte II Gabrielli, ricevette la comunicazione ufficiale da due ambasciatori inviati dal conte Antonio da Montefeltro che il castello era sotto la giurisdizione del comune di Gubbio e, quindi, ricadeva sotto il governatorato del conte di Urbino. Nel 1431 passò sotto Guidantonio da Montefeltro (1377-1443).

Guidobaldo da Montefeltro dipintoNel 1467 Biscina fu assegnata a Alovisio di Francesco degli Atti di Sassoferrato, cognato di Giacomo Porcelli di Carbonana, il quale morì nel 1470 lasciando come unico erede un figlio bastardo, Berardino, nato da una relazione con una donna sposata di nome Magdalena. Il castello passò pertanto di proprietà dei Porcelli. Nel 1480, Grifone Baglioni di Perugia, tentò di uccidere Berardino, ma Galasso, sua guardia del corpo, con un colpo secco uccise l'aggressore. Berardino capì immediatamente gli effetti che il suo gesto avrebbe prodotto per la morte di Grifone, figlio di Braccio I Baglioni, uno degli uomini più potenti dell'epoca, per cui fuggi a Cantiano comunicando l'accaduto al duca Federico II da Monteferltro. Il Montefeltro, non volendosi inimicare i Baglioni, espropriò di conseguenza Biscina, mettendolo sotto la sua diretta giurisdizione. Il 26 Gennaio 1497 il duca Guidobaldo da Montefeltro fu fatto prigioniero tra Bracciano e Sutri, per la sua liberazione venne stabilito un riscatto all'epoca esorbitante: 10.000 ducati d'onore e due castelli, uno era quello di Biscina. Nel salone d'onore, il 6 Luglio 1498, venne firmata la pace fra il comune di Perugia e Guidobaldo che poneva fine alla grave controversia sorta fra le due parti per il possesso della torre di Coccorano.

Il 10 Marzo 1499 Bartolomeo Bartolini di Roma ebbe in dono il Castello di Biscina e l'investitura comitale da Guidobaldo per aver donato 2.000 ducati necessari alla scarcerazione del duca.

Morto il conte Bartolomeo la proprietà passò al figlio Ippolito, ma il giorno delle sue nozze, nella spensierata allegria di una giornata nel castello di Biscina, fu colpito mortalmente per errore da una lancia ad opera di Pier Domenico Reali. Il feudo fu allora ereditato da Costanza Bartolini che aveva sposato il conte Roberto della Branca. Costanza, rimasta vedova e senza prole, con testamento del 1° Gennaio 1570, lascio la proprietà al nipote Giulio I Della Porta.

Giulio Della Porta nel 1589 acquistò dal cognato conte Orazio di Carpegna, il Palazzo Della Porta per 3.300 scudi. Il castello di Biscina appartenne fino al  1920 sempre ai Della Porta; Giovanni Maria IV, ricoprì la carica di presidente della Cassa di Risparmio di Gubbio dal 1892 al 1899.

Dettaglio del Castello di Biscina

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